Psicosessuologia e problemi di coppia: la coppia bianca

L’intimità è uno degli elementi fondamentali della vita di coppia, ovviamente non coincide soltanto con la sessualità, ma comprende la vicinanza emotiva, la fiducia, la comunicazione, il contatto corporeo, la complicità e la possibilità di mostrarsi all’altro nella propria autenticità.

 Quando l’intimità viene meno, la coppia può continuare a funzionare sul piano pratico, familiare o organizzativo, ma perdere progressivamente il senso della vicinanza affettiva e del desiderio e diventa una coppia bianca.

In ambito Psicosessuologico, la mancanza di intimità rappresenta un segnale importante, essa può indicare una difficoltà sessuale, una crisi relazionale, un accumulo di conflitti non elaborati, una distanza emotiva o una fase di cambiamento che la coppia non riesce ad affrontare, parlare di intimità significa quindi parlare di corpo, emozioni, desiderio, comunicazione e relazione.

Che cosa si intende per intimità

L’intimità non è solo il rapporto sessuale penetrativo, ma è un complesso di più cose, è la capacità di sentirsi vicini, accolti e riconosciuti dal partner, è il poter parlare di sé senza paura di essere giudicati, il condividere fragilità, desideri, paure e bisogni, ed è  anche la possibilità di vivere il corpo dell’altro e il proprio corpo come luoghi di fiducia, piacere e sicurezza.

Esistono diverse forme di intimità: emotiva, fisica, sessuale, mentale e progettuale, l’intimità emotiva riguarda la condivisione dei vissuti interiori; quella fisica comprende il contatto, le carezze, gli abbracci e la vicinanza corporea; quella sessuale riguarda il desiderio, l’eccitazione e il piacere; quella mentale si esprime nella complicità, nel dialogo e nella curiosità reciproca; infine, quella progettuale riguarda la capacità di costruire insieme una direzione comune.

Quando una o più di queste dimensioni si indeboliscono, la coppia può iniziare a sentirsi distante.

Molte coppie arrivano a un punto in cui la relazione sembra trasformarsi in una gestione quotidiana: lavoro, figli, casa, impegni, problemi economici, responsabilità familiari.  Per carità i  partner parlano, ma gli argomenti riguardano solo le cose da fare, si scambiano informazioni, ma non emozioni, condividono spazi, ma non sempre esperienze profonde.

In questi casi, la coppia può diventare efficiente ma poco viva, il partner viene percepito più come un collaboratore domestico, un genitore, un compagno di gestione, che come una persona desiderata e desiderante, in tutto questo, la sessualità può diminuire, il contatto fisico può ridursi e anche un gesto semplice, come un abbraccio o una carezza, può diventare raro.

La mancanza di intimità non nasce sempre da un grande conflitto, a  volte nasce lentamente, dall’abitudine, dalla stanchezza, dalla mancanza di tempo e dalla perdita di attenzione verso la relazione.

Le cause possono essere molteplici, alcune riguardano la storia personale dei partner, altre la dinamica della coppia, altre ancora eventi esterni o condizioni fisiche, mediche e psicologiche.

Una delle cause più frequenti vi è una  comunicazione insufficiente, quando i partner non parlano più dei propri bisogni, delle proprie paure o delle proprie frustrazioni, si crea una distanza emotiva, il non detto si accumula e può trasformarsi in risentimento, freddezza o indifferenza.

Anche i conflitti irrisolti possono spegnere l’intimità, se all’interno della coppia,  una persona si sente ferita, svalutata o non ascoltata, può chiudersi emotivamente e fisicamente, il corpo, in questi casi, può diventare meno disponibile al contatto perché non percepisce più la relazione come uno spazio sicuro.

Lo stress, la stanchezza, l’ansia, la depressione, i problemi lavorativi, la nascita di un figlio, le difficoltà economiche o una malattia possono incidere sul desiderio e sulla disponibilità all’incontro.

Inoltre, alcune difficoltà sessuali, come dolore durante i rapporti, disfunzione erettile, eiaculazione precoce, calo del desiderio o difficoltà orgasmiche, possono portare la coppia a evitare progressivamente l’intimità.

Uno dei segnali più comuni della mancanza di intimità è il calo del desiderio sessuale, spesso viene vissuto come un problema individuale:

·         “non ho più desiderio”,

·         “non mi cerca più”,

·         “non gli piaccio più”,

·         “non la attraggo più”.

 In realtà, il desiderio sessuale è influenzato da molti fattori: biologici, psicologici, relazionali e contestuali, il desiderio può diminuire quando la relazione è carica di tensione, quando manca il dialogo, quando il sesso viene vissuto come obbligo, quando ci si sente giudicati o quando la quotidianità lascia poco spazio all’erotismo.

In alcune coppie, il sesso diventa prevedibile, noioso, meccanico o centrato solo sulla prestazione, in altre, viene evitato per paura del rifiuto o del fallimento.

Dal punto di vista Psicosessuologico, è importante non colpevolizzare chi prova meno desiderio, il calo del desiderio non è sempre mancanza d’amore, lo possiamo interpretare come  un sintomo, un messaggio del corpo, una difesa o il risultato di un equilibrio relazionale che ha bisogno di essere rivisto.

Spesso, quando manca intimità, spesso all’interno della coppia, manca anche la parola, i partner possono evitare di affrontare il problema per paura di ferire l’altro, per vergogna, per timore del conflitto o perché non sanno da dove iniziare, tuttavia, il silenzio raramente protegge la coppia, più il problema viene evitato, più diventa difficile parlarne.

La sessualità è ancora oggi un argomento carico di tabù, molte persone faticano a dire:

·         “mi sento distante”,

·         “ho bisogno di più tenerezza”,

·         “non mi sento desiderato”,

·         “ho paura di non piacerti”,

·         “vorrei ritrovare complicità”.

Eppure proprio queste frasi possono aprire uno spazio di riparazione, una comunicazione autentica non consiste nell’accusare, ma nel raccontare il proprio vissuto.

Esporsi, dire “mi manchi” è diverso da dire “tu non fai mai niente”, dire “mi sento solo nella relazione” è diverso da dire “sei freddo”.

Le parole possono ferire, ma possono anche ricostruire.

Una coppia può perdere la sessualità anche perché ha perso il contatto fisico non sessuale, abbracci, baci, carezze, vicinanza sul divano, tenersi per mano, dormire abbracciati: questi gesti semplici costruiscono un ponte corporeo molto valido e affettuoso tra i partner.

Per questo è importante recuperare una fisicità non prestazionale, il corpo non deve incontrare l’altro solo nella sessualità, ma anche nella cura, nella presenza, nella calma e nella vicinanza.

Nel mio ruolo di Psicosessuologo posso aiutare a far comprendere il significato della mancanza di intimità, non ci si deve  limitare a chiedere “quante volte avete rapporti?”, ma esplorare come la coppia vive il desiderio, il corpo, la comunicazione, il conflitto, la tenerezza e la fiducia.

Un percorso psicosessuologico può aiutare i partner a riconoscere le proprie modalità relazionali, a parlare dei bisogni sessuali senza vergogna, a distinguere il desiderio autentico dalla prestazione, a elaborare ferite e risentimenti, a ricostruire gradualmente vicinanza emotiva e corporea.

In alcuni casi è utile un lavoro individuale, soprattutto quando la difficoltà riguarda traumi, insicurezze, ansia, depressione, immagine corporea o esperienze sessuali negative, in altri casi è indicato un percorso di coppia, per aiutare entrambi i partner a uscire da schemi ripetitivi e a ritrovare un linguaggio comune.

Chiedere aiuto può essere utile quando la distanza dura da molto tempo, quando la sessualità è assente o vissuta con disagio, quando i tentativi di parlarne finiscono sempre in conflitto, quando uno o entrambi i partner si sentono soli, rifiutati o non desiderati, è importante chiedere supporto anche quando il rapporto sessuale è associato a dolore, ansia, paura, senso di obbligo o perdita di piacere.

Questi segnali non vanno ignorati, perché possono compromettere non solo la sessualità, ma anche l’autostima e la qualità della relazione.

La consulenza psicosessuologica non serve necessariamente a “salvare” ogni coppia, ma a comprendere cosa sta accadendo, quali bisogni sono rimasti inascoltati e se esiste ancora uno spazio possibile di incontro.

Ricostruire l’intimità richiede tempo, disponibilità e delicatezza, non basta “fare più sesso” per risolvere il problema,  è necessario prima, recuperare fiducia, ascolto e presenza.

La coppia può iniziare da piccoli gesti: dedicarsi del tempo senza distrazioni, parlare non solo di problemi pratici ma anche di emozioni, recuperare il contatto fisico non sessuale, esprimere apprezzamento, condividere desideri e paure, sospendere il giudizio, creare momenti di vicinanza.

Ricominciare a “frequentarsi” da fidanzati, organizzare dei we insieme, prendersi cura dell’altro, andare alle terme, o in luoghi gradevoli per entrambi, l’intimità non si impone. Si costruisce si Ri-costruisce.

. Nasce quando entrambi i partner possono sentirsi liberi di essere sé stessi, di dire sì e di dire no, di desiderare e di essere accolti anche nelle proprie fragilità.

Quando manca intimità, la coppia non perde solo la sessualità: rischia di perdere la sensazione di essere un luogo sicuro, vivo e desiderante, la distanza può nascere lentamente, ma può essere riconosciuta e affrontata.

La psicosessuologia offre uno sguardo integrato, capace di leggere il sintomo sessuale non come un problema isolato, ma come parte della storia emotiva e relazionale della coppia.

 Ritrovare intimità significa tornare a comunicare, ascoltare il corpo, rispettare i tempi dell’altro e ricostruire uno spazio in cui desiderio, tenerezza e fiducia possano nuovamente incontrarsi.

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