Che cos’è la Psicosessuologia
Mi sono avvicinato allo studio del Master Universitario di secondo livello in Psicosessuologia per comprendere meglio questa disciplina interdisciplinare, che analizza la sessualità umana nei suoi aspetti psicologici, emotivi, relazionali, biologici e socio-culturali.
Questo percorso formativo mi ha permesso di approfondire il ruolo della sessualità come componente fondamentale del benessere della persona, della qualità della vita e delle relazioni affettive, offrendo una visione globale dell’individuo e delle sue esigenze emotive e relazionali.
Questa disciplina, nasce dall’integrazione tra psicologia, sessuologia clinica, medicina e scienze sociali, con l’obiettivo di comprendere il rapporto che ogni persona sviluppa con il proprio corpo, l’identità sessuale, l’affettività e la relazione con l’altro.
La sessualità rappresenta una dimensione fondamentale della vita umana e non riguarda esclusivamente l’atto sessuale o la funzione riproduttiva, ma comprende emozioni, desideri, valori, comunicazione, intimità e costruzione dell’identità personale.
Per questo motivo la psicosessuologia considera la persona nella sua globalità, analizzando il modo in cui fattori psicologici e relazionali possano influenzare il vissuto sessuale e affettivo.
Uno degli ambiti principali di interesse del terapeuta psicosessuologo riguarda le difficoltà e le disfunzioni sessuali, come il calo del desiderio, la disfunzione erettile, l’eiaculazione precoce, l’anorgasmia o il dolore che si potrebbe avere durante i rapporti sessuali.
Tali problematiche possono avere origini biologiche, ma spesso sono strettamente connesse a fattori emotivi, ansia, stress, esperienze traumatiche, conflitti relazionali o alterazioni dell’immagine corporea.
La psicosessuologia assume inoltre un ruolo importante nel supporto alle persone che affrontano eventi di vita particolarmente complessi, come malattie oncologiche, interventi chirurgici o cambiamenti fisici significativi, in questi casi, le trasformazioni corporee e le eventuali limitazioni funzionali possono influire profondamente sull’autostima, sulla percezione di sé e sulla vita di coppia, rendendo necessario un sostegno psicologico e relazionale mirato.
Un altro aspetto fondamentale della disciplina riguarda l’educazione sessuale e la promozione del benessere psicofisico.
Attraverso percorsi informativi e terapeutici, la psicosessuologia contribuisce a favorire una maggiore consapevolezza del proprio corpo, delle emozioni e delle relazioni, promuovendo una sessualità vissuta in modo sano, consapevole e soddisfacente.
In conclusione, lo studio della psicosessuologia rappresenta un ambito pratico e di intervento fondamentale per comprendere la complessità della sessualità umana, valorizzando l’interazione tra mente, corpo e relazioni e riconoscendo la sessualità come elemento essenziale della qualità della vita e del benessere della persona.
La psicosessuologia in ambito oncologico
Questa branca, si occupa dello studio e del supporto delle problematiche sessuali, emotive e relazionali che possono insorgere nelle persone colpite da una malattia tumorale.
Il cancro e i relativi trattamenti, infatti, non coinvolgono soltanto la salute fisica, ma incidono profondamente anche sulla percezione di sé, sull’identità personale, sull’immagine corporea e sulla vita affettiva e sessuale del paziente.
La diagnosi di tumore rappresenta spesso un evento traumatico che può generare paura, ansia, depressione e sentimenti di incertezza riguardo al futuro, a questi aspetti psicologici si aggiungono gli effetti delle terapie oncologiche, quali chirurgia, chemioterapia, radioterapia o terapie ormonali, che possono provocare modificazioni corporee e funzionali importanti.
Cicatrici, perdita dei capelli, mastectomia, stomie, infertilità, menopausa precoce o difficoltà erettili possono alterare profondamente la percezione della propria femminilità o mascolinità e compromettere il benessere sessuale.
In ambito oncologico, inoltre, la psicosessuologia considera la sessualità come una componente essenziale della qualità della vita, infatti le difficoltà sessuali che emergono durante o dopo la malattia non riguardano esclusivamente il corpo, ma coinvolgono anche aspetti emotivi, relazionali e comunicativi; molti pazienti possono sperimentare calo del desiderio sessuale, difficoltà nell’intimità, paura del rifiuto, vergogna verso il proprio corpo o timore di non essere più desiderabili.
Ma anche il partner può vivere un forte impatto emotivo, poiché la malattia modifica gli equilibri della coppia e il modo di vivere la vicinanza fisica ed emotiva, per questo motivo, il supporto psicosessuologico può essere rivolto non solo al paziente, ma anche alla coppia, favorendo la comunicazione, l’elaborazione delle paure e il recupero dell’intimità.
L’intervento psicosessuologico in oncologia ha quindi l’obiettivo di aiutare la persona ad adattarsi ai cambiamenti imposti dalla malattia, sostenendo l’autostima, il benessere psicologico e la qualità delle relazioni affettive e sessuali.
Attraverso percorsi di ascolto, gruppi, consulenza e supporto terapeutico, la psicosessuologia contribuisce a promuovere una visione globale della cura, centrata non solo sulla sopravvivenza, ma anche sulla qualità della vita e sul benessere emotivo della persona.
La psicosessuologia e i giovani
I giovani rappresentano un ambito di grande importanza nello studio dello sviluppo emotivo, relazionale e sessuale dell’individuo.
L’adolescenza e la prima età adulta, costituiscono infatti delle fasi della vita, caratterizzate da profondi cambiamenti fisici, psicologici e sociali, durante i quali i giovani costruiscono la propria identità personale e sessuale.
La psicosessuologia si occupa di comprendere il modo in cui adolescenti e giovani adulti vivono la sessualità, l’affettività e le relazioni intime, considerando l’influenza di fattori familiari, culturali, educativi e sociali.
In questa fase evolutiva, il corpo cambia rapidamente (barba nell’uomo, modifiche sessuali nella donna, la voce, etc) e il/la giovane può sperimentare emozioni contrastanti, insicurezze, curiosità e timori legati alla propria immagine corporea e alla scoperta della sessualità.
A mio avviso, inoltre, il ruolo fondamentale della psicosessuologia è quello educativo e preventivo, attraverso l’educazione sessuale e affettiva, essa promuove una maggiore consapevolezza del proprio corpo, del consenso, delle emozioni e delle relazioni sane, aiuta i giovani a sviluppare una sessualità responsabile e rispettosa, favorendo la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, delle gravidanze indesiderate e dei comportamenti a rischio.
La psicosessuologia affronta anche problematiche frequentemente presenti in età giovanile, come difficoltà relazionali, ansia legata alla prestazione sessuale, insicurezza corporea, difficoltà nell’accettazione della propria identità sessuale o di genere, dipendenza emotiva e influenze negative derivanti dai social media e dai modelli culturali contemporanei.
I mezzi di comunicazione e i social network, infatti, possono contribuire alla costruzione di aspettative irrealistiche riguardo al corpo, alla bellezza e alla sessualità, influenzando l’autostima e il benessere psicologico dei giovani.
In presenza di malattie croniche o oncologiche in età adolescenziale e giovanile, la psicosessuologia assume inoltre un ruolo particolarmente delicato, poiché il giovane deve affrontare contemporaneamente la costruzione della propria identità e i cambiamenti imposti dalla malattia e dai trattamenti, in questi casi, il supporto psicosessuologico può aiutare a elaborare il vissuto corporeo, le paure e le difficoltà relazionali, sostenendo il percorso di crescita personale.
In conclusione, la psicosessuologia nei giovani rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere il benessere emotivo, relazionale e sessuale, accompagnando l’individuo nello sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie relazioni, in un periodo della vita particolarmente delicato e significativo.
La psicosessuologia nella comunità LGBTQ+
La psicosessuologia nella comunità LGBTQ+ rappresenta un importante ambito di studio e intervento volto alla comprensione delle dimensioni affettive, relazionali e sessuali delle persone appartenenti alla comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer e alle altre minoranze sessuali e di genere.
La psicosessuologia, in questo contesto, promuove una visione della sessualità basata sul rispetto dell’identità personale, dell’autodeterminazione e del benessere psicologico, contrastando stereotipi, discriminazioni e pregiudizi culturali.
L’identità sessuale e l’identità di genere costituiscono aspetti fondamentali dello sviluppo della persona, comunque, molte persone LGBTQ+ possono trovarsi ad affrontare difficoltà legate all’accettazione di sé, alla paura del giudizio sociale, alla discriminazione o all’esclusione familiare e sociale, queste esperienze possono influenzare profondamente l’autostima, il benessere emotivo e la qualità delle relazioni affettive.
La psicosessuologia si occupa di offrire, inoltre, sostegno psicologico e relazionale alle persone LGBTQ+, aiutandole a vivere la propria identità e la propria sessualità in modo consapevole e sereno. In particolare, essa favorisce percorsi di ascolto e supporto rivolti a problematiche come ansia, disagio emotivo, difficoltà relazionali, vissuti di stigmatizzazione o conflitti interiori legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere.
Un aspetto centrale riguarda il superamento del modello patologizzante che, in passato, ha spesso caratterizzato l’approccio alla sessualità non eterosessuale o alle identità transgender.
L’omosessualità è stata ufficialmente rimossa dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) nel 1974 e definitivamente depennata da ogni riferimento patologico nel 1987, con l’eliminazione dell’omosessualità egodistonica, questa svolta, completata dall’OMS il 17 maggio 1990, sancisce che l’orientamento omosessuale non è un disturbo mentale.
Oggi la psicosessuologia riconosce la varietà delle identità e degli orientamenti sessuali come espressioni naturali della diversità umana, promuovendo un approccio inclusivo e non giudicante.
Particolare attenzione viene inoltre rivolta agli adolescenti e ai giovani LGBTQ+, che possono vivere con maggiore intensità il timore del rifiuto sociale, episodi di bullismo o difficoltà nel processo di costruzione della propria identità, il supporto del terapeuta psicosessuologo può contribuire a rafforzare l’autostima, migliorare la qualità delle relazioni e favorire il benessere psicologico.
Anche in ambito sanitario e oncologico, la psicosessuologia assume un ruolo importante per le persone LGBTQ+, poiché l’esperienza della malattia può essere accompagnata da ulteriori difficoltà legate al riconoscimento delle relazioni affettive, alla comunicazione con il personale sanitario e al bisogno di un’assistenza realmente inclusiva.
In conclusione, la psicosessuologia applicata alla comunità LGBTQ+ si propone di promuovere il benessere sessuale, affettivo e relazionale della persona, valorizzando la diversità e sostenendo il diritto di ciascun individuo a vivere liberamente e serenamente la propria identità e le proprie relazioni.
La psicosessuologia geriatrica
La psicosessuologia geriatrica si occupa dello studio dei cambiamenti psicologici, fisici, relazionali e sessuali che caratterizzano la sessualità nella terza età, contrariamente a numerosi stereotipi culturali, la sessualità non scompare con l’invecchiamento, ma anzi continua a rappresentare una componente importante del benessere emotivo, dell’identità personale e della qualità della vita anche in età avanzata.
Ovviamente con il passare degli anni, il corpo subisce trasformazioni fisiologiche che possono influenzare la funzione sessuale.
Nella donna, la menopausa comporta variazioni ormonali che possono determinare secchezza vaginale, diminuzione del desiderio o discomfort durante i rapporti sessuali.
Nell’uomo, invece, possono comparire cambiamenti legati all’erezione, alla risposta sessuale e ai livelli ormonali.
Non sempre le modificazioni per l’invecchiamento biologico, impediscono necessariamente una vita affettiva e sessuale soddisfacente, e questo se all’interno della coppia sono presenti comunicazione, intimità e adattamento reciproco.
La psicosessuologia geriatrica, considera la sessualità dell’anziano in una prospettiva globale, che include non solo l’aspetto fisico, ma anche quello emotivo e relazionale. In questa fase della vita, infatti, la sessualità può assumere significati differenti rispetto all’età giovanile, privilegiando spesso la vicinanza emotiva, il contatto affettivo, la tenerezza e la condivisione.
Numerosi fattori possono influenzare il benessere sessuale nella terza età, tra cui malattie croniche, terapie farmacologiche, interventi chirurgici, perdita del partner, depressione, isolamento sociale o modificazioni dell’immagine corporea.
Chiaramente, anche le patologie oncologiche di cui si accennava prima, possono avere un forte impatto sulla vita sessuale dell’anziano, poiché trattamenti e cambiamenti corporei possono compromettere autostima, desiderio e percezione della propria identità sessuale.
Un altro aspetto rilevante, riguarda degli stereotipi culturali e sociali che tendono a considerare la sessualità come una dimensione esclusivamente legata alla giovinezza. Tali pregiudizi possono portare l’anziano a vivere con vergogna o senso di colpa i propri bisogni affettivi e sessuali, favorendo isolamento emotivo e rinuncia alla propria intimità.
La psicosessuologia geriatrica, ha quindi l’obiettivo di promuovere una visione positiva e realistica della sessualità nella terza età, sostenendo il diritto della persona anziana a vivere relazioni affettive e intime in modo sereno e soddisfacente, tramite il supporto psicologico, educativo e relazionale, questa disciplina contribuisce a migliorare la qualità della vita, il benessere emotivo e la percezione di sé anche nelle fasi più avanzate dell’esistenza.
In conclusione, la psicosessuologia rappresenta una disciplina ampia e multidisciplinare che interviene in diversi contesti della vita dell’individuo, con l’obiettivo di favorire il benessere emotivo, relazionale e sessuale della persona nella sua globalità.
Dott. Guido Parente
Psicologo Clinico, Psicosessuologo in fieri





